CSRD: Chi è coinvolto e come adeguarsi entro il 2025?
Si stima che circa 50.000 aziende saranno soggette al CSRD entro il 2029, con un aumento significativo del numero di aziende interessate a partire dal 2025. Siete pronti?
La sostenibilità non è più un'opzione, ma una necessità, in particolare per il settore agricolo e agroindustriale. Con la progressiva entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), le aziende devono prepararsi a nuovi obblighi che ridefiniscono il modo in cui comunicano le loro performance ambientali, sociali e di governance (ESG).
Nel corso del 2025, la CSRD si applicherà a un'altra categoria di grandi aziende (quelle non soggette alla NFRD*), segnando una nuova tappa nella loro trasparenza e nel loro impegno per la sostenibilità.
Per il settore agroalimentare, particolarmente esposto alle problematiche ambientali e climatiche, questa direttiva rappresenta sia una sfida normativa che un'opportunità strategica.
Se gestite un'azienda del settore agroalimentare e vi state chiedendo se la vostra organizzazione è interessata, quali sono i passi pratici da compiere per adeguarsi o come preparare un bilancio di sostenibilità conforme, questo articolo risponde a tutte le vostre domande. Questo articolo risponde a tutte le vostre domande e vi guida nella transizione.
Scoprite i nuovi obblighi, le tappe principali e i nostri consigli su come fare della CSRD una leva per la competitività e la fiducia nel vostro approccio alla CSR.
- Scoprite chi è interessato dalla CSRD nel 2025 e oltre.
- Quali sono i settori più colpiti
Come potranno i gruppi agroindustriali conformarsi alla CSRD? - Per saperne di più sul rapporto di sostenibilità del CSRD,
- E soprattutto, come MyEasyFarm può aiutarvi a raggiungere la conformità alla CSRD!
Questo articolo tiene conto delle proposte contenute nel pacchetto Omnibus. Il pacchetto Omnibus introduce chiarimenti e semplificazioni alla CSRD, con l'obiettivo di ridurre l'onere amministrativo per le imprese e garantire al contempo la trasparenza dei loro impegni di sostenibilità. Questi aggiustamenti includono un rinvio per le PMI quotate, una maggiore armonizzazione con il Protocollo sui gas serra e la possibilità di utilizzare dati settoriali quando i dati primari non sono disponibili.
*Direttiva sull'informativa non finanziaria
SOMMARIO
1. CSRD: chi è interessato nel 2025?
2. Che cos'è la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)?
3. Quali sono le fasi del calendario di attuazione della CSRD?
a) Fase 1: 1 gennaio 2024 > Grandi aziende già soggette al NFRD
b) Fase 2: dal 2025 > Altre grandi imprese
c) Fase 3: dal 2026 > PMI quotate in borsa
d) Fase 4: dal 2028 > Grandi imprese extraeuropee
4. L'industria alimentare è il settore più interessato dalla CSRD?
5. Come si fa a rispettare la CSRD quando si è un'azienda agroindustriale?
a) Valutare il proprio livello di maturità ESG
b) Raccolta e strutturazione dei dati ESG
c) Adottare strumenti digitali adeguati
d) Formazione dei team e dei partner
e) Preparare comunicazioni trasparenti
f) CSRD, una sfida strategica per l'agroindustria
6. Cosa deve contenere il rapporto di sostenibilità del CSRD?
a) Doppia analisi di rilevanza
e) Metodologia di raccolta e verifica dei dati
f) Strategia di transizione e piani d'azione
7. Quale forma dovrebbe assumere il rapporto di sostenibilità del CSRD?
8. Chi controlla il rapporto di sostenibilità?
9. Quali sono le sanzioni per il mancato rispetto del CSRD?
10. I nostri consigli per il successo della conformità da parte di aziende agricole e cooperative
11. MyEasyFarm può aiutarvi a raggiungere la conformità con la CSRD
1. CSRD: chi è interessato nel 2025?
La seconda fase dell'introduzione della CSRD è iniziata nel gennaio 2025 e ora include le grandi imprese non coperte dalla NFRD (Non Financial Reporting Directive) con più di 250 dipendenti, un fatturato superiore a 50 milioni di euro e un bilancio superiore a 25 milioni di euro*. Il progetto Omnibus modifica questa fase e propone di escludere circa l'80% delle società inizialmente coperte dalla CSRD. D'ora in poi, solo le aziende con più di 1.000 dipendenti saranno tenute a rispettare gli obblighi di rendicontazione. Questa modifica riduce il campo di applicazione della direttiva, ma ha comunque un impatto importante sulle grandi aziende agroalimentari e sulle loro catene di approvvigionamento.
Questa modifica normativa segue le orme delle grandi aziende che sono già state sottoposte a questi obblighi nel 2024.
Nel 2025, questo nuovo obbligo comporta una serie di importanti cambiamenti:
- Produrre rapporti dettagliati sui loro impatti ambientali, sociali e di governance,
- Modernizzare i sistemi di raccolta e analisi dei dati ESG,
- Riorganizzare i propri team preservando l'efficienza economica.
L'obiettivo di questa graduale estensione è quello di creare uno standard uniforme di rendicontazione dello sviluppo sostenibile per tutte le aziende dell'Unione Europea.
Tuttavia, le aziende agroalimentari, che sono fortemente interessate dagli obblighi di rendicontazione dell Scope 3, beneficeranno della riduzione dei requisiti di raccolta dei dati. In particolare, il progetto Omnibus autorizza l'uso di dati settoriali quando non sono disponibili dati primari, un passo avanti che semplifica il processo di rendicontazione.
*Questo vale per le grandi aziende che soddisfano due dei tre criteri.
2. Che cos'è la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)?
La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva europea in vigore dal gennaio 2024, che sostituisce la precedente NFRD (Non Financial Reporting Directive) o DPEF in Francia (déclaration de performance extra-financière).
Adottata nel 2022, la CSRD impone alle imprese europee nuovi obblighi di rendicontazione non finanziaria.
Questi regolamenti richiedono una maggiore trasparenza in una serie di aree chiave:
- Emissioni di gas a effetto serra
- Impatto sulla biodiversità
- Diritti umani nella catena di fornitura
- La governance aziendale
a) Il CSRD ha 4 obiettivi:
- Creare un quadro di rendicontazione standardizzato e rigoroso, identico per tutte le aziende europee interessate.
- Combattere il greenwashing con dati affidabili e verificabili
- Accelerare la transizione verso un'economia sostenibile
- Fornire alle parti interessate (consumatori, investitori) informazioni affidabili e comparabili.
L'armonizzazione della rendicontazione extra-finanziaria consentirà di valutare e confrontare efficacemente le prestazioni ESG (Environmental, Social and Governance) delle imprese europee, allineandole al contempo agli obiettivi climatici dell'UE.
ESG - Regolamenti CSRD Ambiente Governance Sociale
3. Quali sono le fasi del calendario di attuazione della CSRD?
Come abbiamo appena visto, la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) viene introdotta gradualmente. Le grandi imprese già soggette alla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD) hanno già iniziato a pubblicare i loro rapporti per l'esercizio 2024.
Un'altra categoria di grandi imprese (questa volta non coperte dalla NFRD) che soddisfa determinate soglie dovrà pubblicare il proprio rapporto nel 2026 sulla base della propria attività per l'esercizio finanziario 2025.
Il calendario di implementazione del CSRD sarà quindi scaglionato tra il 2024 e il 2029.
Ecco una guida che vi aiuterà a capire le fasi e l'impatto dell'implementazione:
"Programma di distribuzione di MyEasyFarm del CSRD
a) Fase 1: 1 gennaio 2024 > Grandi aziende già soggette al NFRD
Chi è interessato?
Le società già coperte dalla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD), in vigore dal 2014. Si tratta di grandi aziende che soddisfano due dei tre criteri seguenti:
- Oltre 500 dipendenti.
- Vendite superiori a 50 milioni di euro.
- Totale di bilancio superiore a 25 milioni di euro e/o fatturato superiore a 50.000.000 di euro
Roadmap:
- Attuazione: 1° gennaio 2024.
- Primo rapporto: nel 2025, relativo all'anno fiscale 2024.
Queste aziende devono già disporre di processi ESG (Environment, Social, Governance) e integrare gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) per soddisfare i nuovi requisiti.
b) Fase 2: dal 2025 > Altre grandi imprese
Chi è interessato?
Le grandi aziende non coperte dall'NFRD che soddisfano almeno due dei tre criteri seguenti:
- Più di 250 dipendenti. (prima del progetto Omnibus)
- Vendite superiori a 50 milioni di euro.
- Patrimonio totale superiore a 25 milioni di euro.
Roadmap:
- Attuazione: 1ᵉʳ gennaio 2025.
- Primo rapporto: nel 2026, sulla base dei dati del 2025.
Questa fase amplia notevolmente l'ambito di applicazione della CSRD, interessando anche le società non europee quotate sui mercati regolamentati europei.
Tuttavia, l'allineamento alla tassonomia verde dell'UE è cambiato con il progetto Omnibus: solo le aziende con più di 1.000 dipendenti dovranno dimostrare che le loro attività sono conformi a questi criteri. Tuttavia, per le aziende ancora interessate, l'integrazione di strumenti come MyEasyCarbon può automatizzare la raccolta e l'analisi dei dati necessari per la rendicontazione.
c) Fase 3: dal 2026 > PMI quotate in borsa
Chi è interessato?
Piccole e medie imprese (PMI) quotate sui mercati regolamentati europei.
Roadmap:
- Attuazione: 1ᵉʳ gennaio 2026.
- Primo rapporto: nel 2027, sulla base dei dati del 2026.
- Opzione di rinvio: queste aziende possono richiedere un rinvio di un anno, con prima pubblicazione nel 2028.
Le PMI quotate in borsa hanno meno obblighi rispetto alle grandi aziende. Possono chiedere un rinvio di un anno prima di iniziare a pubblicare le loro relazioni.
d) Fase 4: dal 2028 > Grandi imprese extraeuropee
Chi è interessato?
Le grandi imprese che non hanno sede nell'Unione Europea ma che svolgono attività significative nell'UE. Si tratta di aziende con un fatturato superiore a 150 milioni di euro nell'UE o con filiali significative in Europa.
Roadmap:
- Attuazione: 1ᵉʳ gennaio 2028.
- Prima relazione: nel 2029, relativa all'esercizio finanziario 2028.
Queste aziende dovranno rispettare gli stessi standard delle aziende europee, garantendo così la trasparenza ESG su scala internazionale.
💡 In breve: il calendario del CSRD è stato progettato per consentire una transizione agevole agli standard di sostenibilità. Ogni fase garantisce una preparazione adeguata alle dimensioni e alla struttura delle aziende.
Questo processo segna un passo importante verso una maggiore trasparenza sugli impatti ambientali, sociali e di governance su scala europea e globale.
L'illustrazione precedente non tiene conto del progetto Omnibus per chiarire e semplificare la CRSD.
4. L'industria alimentare è il settore più interessato dalla CSRD?
Sebbene tutte le industrie siano interessate, alcuni settori, come quello alimentare, sono particolarmente colpiti a causa della loro significativa impronta ambientale e sociale.
a) Agroindustria :
I principali gruppi di trasformazione alimentare dovranno integrare i dati relativi alle emissioni della loro catena di approvvigionamento, comprese le attività agricole.
b) Cooperative agricole :
Essi svolgeranno un ruolo fondamentale nella trasmissione dei dati ESG, in particolare per garantire la tracciabilità delle pratiche agricole.
c) Fornitori agricoli :
Indirettamente, gli agricoltori, anche se non direttamente soggetti alla CSRD, dovranno collaborare per fornire dati sulle loro pratiche ambientali (fertilizzazione, rotazione delle colture, ecc.).
Secondo la Commissione europea :
- 50.000 aziende avrebbero dovuto essere coperte dalla CSRD prima della riforma Omnibus, rispetto alle 11.600 previste dalla NFRD. Con l'Omnibus, l'80% di queste aziende è ora esente, poiché solo quelle con più di 1.000 dipendenti saranno obbligate a rispettare la CSRD.
- Il settore agricolo è responsabile di circa il 10% delle emissioni di gas serra dell'UE, il che lo rende un'area prioritaria di attenzione.
Queste cifre dimostrano quanto sia importante per le aziende agroalimentari prepararsi ad anticipare questi nuovi requisiti.
5. Come si fa a rispettare la CSRD quando si è un'azienda agroindustriale?
La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) ridefinisce i requisiti di rendicontazione della sostenibilità per le aziende europee, comprese quelle del settore agroalimentare. La sua graduale adozione richiede una preparazione metodica.
Ecco una sintesi dei 5 passi chiave da compiere per conformarsi alla direttiva e trasformarla in una leva di trasformazione:
a) Valutare il proprio livello di maturità ESG
Il primo passo è quello di effettuare un audit delle vostre pratiche ambientali, sociali e di governance (ESG). Questa diagnosi vi permetterà di identificare i punti di forza, i punti deboli e le lacune in relazione ai requisiti degli standard europei di rendicontazione (ESRS). Questa analisi vi aiuterà a strutturare un piano d'azione adeguato.
b) Raccolta e strutturazione dei dati ESG
La raccolta dei dati è il cuore della conformità alla CSRD. Nel settore agroindustriale, ciò include dati su :
- Pratiche agricole (impronta di carbonio, uso delle risorse naturali)
- La filiera (tracciabilità, impatto sociale)
- Indicatori finanziari e non finanziari rilevanti.
💡 Per garantire l'affidabilità, è fondamentale mettere in atto meccanismi per la raccolta sistematica e la standardizzazione dei dati, lungo tutta la catena del valore.
Le aziende agroalimentari, che sono fortemente interessate dagli obblighi di rendicontazione dell Scope 3, beneficeranno della riduzione dei requisiti di raccolta dei dati. In particolare, il progetto Omnibus autorizza l'uso di dati settoriali quando non sono disponibili dati primari, un passo avanti che semplifica il processo di rendicontazione.
c) Adottare strumenti digitali adeguati
Un sistema di gestione dei dati ESG è essenziale per centralizzare, analizzare e monitorare le vostre prestazioni.
Soluzioni specializzate, come quelle offerte da MyEasyFarm, aiutano a ottimizzare la gestione degli impatti ambientali e sociali nell'agroindustria.
I nostri consigli per anticipare la CSRD :
- Identificate la vostra scadenza di conformità: la CSRD si applica in fasi progressive. Verificate se la vostra azienda è interessata dal 2025 o da una fase successiva.
- Analizzare la doppia materialità: identificare le questioni sociali e ambientali più significative per la vostra azienda e per i vostri stakeholder.
- Rafforzare la governance: centralizzare i dati e coinvolgere i reparti chiave (finanza, IT, risorse umane) per garantire che i requisiti della direttiva siano integrati a lungo termine.
- Investire in strumenti tecnologici: le soluzioni innovative semplificano la transizione dalla raccolta dei dati al reporting finale.
d) Formazione dei team e dei partner
Il successo del reporting ESG dipende dalla formazione:
- Interno: I team devono padroneggiare i concetti chiave della sostenibilità e i requisiti normativi.
- Esterno: I partner agricoli, che spesso sono i primi fornitori di dati, devono comprendere l'importanza di fornire informazioni accurate e affidabili.
💡 Un aggiornamento diffuso delle competenze è essenziale se vogliamo rispettare gli standard europei.
e) Preparare comunicazioni trasparenti
Al di là della conformità, il rapporto di sostenibilità è uno strumento strategico. Vi permette di mostrare i vostri sforzi agli stakeholder (investitori, consumatori, autorità di regolamentazione) e di rafforzare la vostra reputazione.
💡 Adottate un approccio proattivo ed evidenziate i vostri progressi ESG in modo chiaro e onesto.
f) CSRD, una sfida strategica per l'agroindustria
L'agroindustria è particolarmente interessata ai requisiti della CSRD, a causa del suo impatto diretto sulle risorse naturali e sugli ecosistemi. La conformità a questa direttiva non è solo un obbligo normativo, ma anche un'opportunità di trasformazione sostenibile.
💡 Adottate oggi stesso un approccio proattivo per trasformare questo vincolo in una leva competitiva.
Volete saperne di più e parlare con i nostri esperti?
6. Cosa deve contenere il rapporto di sostenibilità del CSRD?
La CSRD stabilisce gli standard e gli obblighi che le imprese devono includere ogni anno nella loro rendicontazione extra-finanziaria. In parole povere, impone alle imprese di monitorare e pubblicare, oltre al bilancio finanziario, anche un bilancio ESG, dando alla dimensione sostenibile la stessa importanza della dimensione economica delle loro attività!
Ecco i principali elementi che la relazione deve contenere:
a) Doppia analisi di rilevanza
L'analisi della doppia rilevanza valuta 2 punti:
- Materialità finanziaria: come le questioni ambientali e sociali influenzano i risultati e le prospettive finanziarie di un'azienda.
- Materialità dell'impatto: come le attività dell'azienda hanno un impatto sulla società e sull'ambiente.
Questa analisi viene utilizzata per identificare le questioni significative da includere nel rapporto.
b) Aspetti ambientali
Le aziende devono dettagliare la loro impronta di carbonio (compresi gli ambiti di emissione 1-2-3 ), la loro gestione delle risorse e il loro impatto sulla biodiversità...
Con il progetto Omnibus, le aziende possono utilizzare stime più flessibili se non dispongono di dati precisi sulle proprie emissioni Scope 3.
Riguarda le condizioni di lavoro, le pari opportunità, la salute e la sicurezza e lo sviluppo delle competenze. Particolare attenzione viene prestata ai diritti umani lungo tutta la catena del valore.
d) La governance
Il rapporto deve presentare la strategia di sostenibilità, gli obiettivi e i meccanismi di controllo dell'azienda. La trasparenza sull'etica aziendale e sulla gestione dei rischi è essenziale.
e) Metodologia di raccolta e verifica dei dati
Le aziende devono anche spiegare come i dati ESG sono stati raccolti, centralizzati e verificati.
💡 Si noti che il rapporto deve essere verificato da una terza parte indipendente per garantirne l'affidabilità.
f) Strategia di transizione e piani d'azione
Il dossier deve includere i piani dell'azienda per la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, gli sforzi per migliorare la sostenibilità delle catene del valore e gli investimenti effettuati o previsti per raggiungere gli obiettivi ESG.
7. Quale forma dovrebbe assumere il rapporto di sostenibilità del CSRD?
Il bilancio di sostenibilità dovrà essere integrato nel rapporto di gestione dell'azienda, con l'obbligo di etichettare digitalmente le informazioni dichiarate secondo il sistema di tassonomia definito dalla Commissione Europea (sistema di categorizzazione digitale).
Infine, il file dovrà essere integrato nella piattaforma informativa aziendale europea, ESAP(European Single Access Point), le cui fasi operative di implementazione non sono ancora chiare.
Con il progetto Omnibus, un rapporto di sostenibilità meno vincolante, ma sempre strategico!
✅ Per le grandi aziende: ancora interessate, ma con requisiti più flessibili.
✅ Per le PMI e i fornitori agricoli: meno pressione a fornire dati, ma una questione strategica se vogliono lavorare con le grandi aziende.
✅ Per l'industria agroalimentare: la rendicontazione dell'Ambito Scope 3 è ancora fondamentale, ma i metodi di calcolo sono più flessibili.
8. Chi controlla il rapporto di sostenibilità?
Il rapporto di sostenibilità può essere verificato da :
- Un revisore legale dei conti
- Oppure un'organizzazione terza indipendente nominata dall'azienda.
Queste ultime devono essere accreditate.
💡 Si noti che il rapporto di sostenibilità dovrà essere aggiornato e controllato ogni anno.
9. Quali sono le sanzioni per il mancato rispetto del CSRD?
Le sanzioni per la mancata conformità ai requisiti del CSRD sono stabilite da ciascuno Stato membro.
In Italia, secondo l'ordinanza di recepimento pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 25 Settembre 2024, le seguenti sanzioni si applicano al CSRD:
- Le sanzioni possono variare da un minimo di 5000€ fino ad un massimo di 2.5 milioni di euro nei primi due anni dall'entrata in vigore
- L'ente responsabile dell'infrazione verrà reso pubblico
- Misure correttive: In caso di irregolarità nella rendicontazione o omissione di informazioni rilevanti, la CONSOB può imporre misure correttive obbligatorie per garantire l'adeguamento agli standard previsti.
💡 Al di là delle sanzioni legali, la mancata pubblicazione o revisione del vostro rapporto di sostenibilità può avere un impatto significativo sulla reputazione della vostra azienda. La fiducia riposta in voi dai vostri stakeholder, in particolare investitori, clienti e fornitori, potrebbe subire un "colpo". Inoltre, alcuni mercati privati potrebbero diventare inaccessibili alle aziende che non rispettano i loro obblighi di sostenibilità.
L'obiettivo del CSRD è quello di incoraggiare le aziende a impegnarsi maggiormente. Scommettiamo che solo le aziende con buoni risultati ne usciranno vincitrici!
10. I nostri consigli per il successo della conformità da parte di aziende agricole e cooperative
In una parola: anticipare! La conformità è un processo lungo che rappresenta una vera sfida per le aziende che devono rispettarla.
Per rispettare le scadenze, potete analizzare il vostro impatto ambientale e preparare la vostra strategia di CSR seguendo i seguenti passi:
- Affidarsi a competenze esterne per la valutazione delle emissioni di carbonio, il monitoraggio dei criteri ESG e la strategia CSR...
- Iniziate la valutazione concentrandovi sull'ambito agricolo a monte della vostra azienda.
- Avviare un dialogo con le parti interessate (raccogliere informazioni dai fornitori, trovare subappaltatori con un approccio a basse emissioni di carbonio, ecc.)
11. MyEasyFarm può aiutarvi a raggiungere la conformità con la CSRD
MyEasyFarm, specialista in agricoltura rigenerativa e a basse emissioni di carbonio, supporta gli operatori della filiera agroalimentare in ogni fase della conformità alla CSRD.
Le nostre soluzioni chiave :
- Agricoltura rigenerativa: raccolta dati e monitoraggio di progetti di filiera che promuovono il cambiamento verso pratiche più sostenibili.
- Rendicontazione a basse emissioni di carbonio: semplificare la raccolta e l'analisi dei dati grazie a strumenti di calcolo personalizzati per i progetti certificati (Low Carbon Label, Verra Standard, Certificati di carbonio).
- Strumenti digitali innovativi: Incorporare le più recenti tecnologie per un monitoraggio ESG accurato ed efficace (sensori, telerilevamento, gestione automatizzata dei dati).
I nostri punti di forza:
- Supporto personalizzato per le imprese agricole, le cooperative e i loro partner.
- Competenze dedicate alla gestione di dati agricoli complessi.
- Uno strumento riconosciuto di livello 2 per le emissioni di gas serra e di livello 3 per il sequestro del carbonio, già utilizzato da molti operatori agroindustriali.
Dalla sua creazione nel 2017, MyEasyFarm si è affermata come attore chiave nella transizione agro-ecologica, offrendo soluzioni digitali avanzate per la gestione e lo sfruttamento dei dati agricoli.
In risposta alle crescenti richieste della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive ), MyEasyFarm consente alle aziende agroalimentari e alle cooperative di misurare, monitorare e migliorare il proprio impatto ambientale, in particolare per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra Scope 3 .
Grazie alla raccolta automatizzata e interoperabile dei dati primari (satelliti, sensori, dati macchina e meteo), MyEasyFarm semplifica l'accesso a informazioni precise e affidabili, riducendo la dipendenza dai dati dichiarativi.
L'integrazione dei database interni delle aziende controllate e la selezione dei dati secondari più appropriati garantiscono una valutazione rigorosa e conforme agli standard internazionali (GHG Protocol, SBTi).
Infine, grazie all'approccio collaborativo e alla piattaforma certificata MRV (Measure, Report, Verify), MyEasyFarm assicura una totale trasparenza dei dati e facilita l'attuazione di strategie di sostenibilità in linea con le normative europee.
Volete saperne di più e parlare con i nostri esperti?
Perché agire ora?
Come abbiamo visto in precedenza, la conformità alla CSRD dovrebbe essere vista come un'opportunità strategica, non come un vincolo.
Vi permetterà di :
- Soddisfare le aspettative di sostenibilità di consumatori e investitori,
- Rafforzare la trasparenza e la fiducia nelle relazioni commerciali,
- Trasformate le vostre pratiche in vantaggi competitivi.
Consigli degli esperti
Vi consigliamo di pianificare il più possibile in anticipo. La preparazione alla CSRD è un processo impegnativo che richiede tempo, impegno e attenzione rigorosa a causa della sua natura normativa. È inoltre essenziale iniziare a costruire il proprio database il prima possibile, poiché la raccolta degli indicatori è un processo che richiede molto tempo.
Tiphaine Robert - Ingegnere agricolo
L'Omnibus riduce gli obblighi delle imprese europee, in particolare delle PMI e delle medie imprese, ma mantiene requisiti elevati per le grandi imprese e gli operatori finanziari.
CCL: E se la CSRD diventasse il vostro asset strategico?
Lungi dall'essere un semplice vincolo, la direttiva CSRD apre la strada a una trasformazione positiva. È un'opportunità per ripensare le vostre pratiche, anticipare le aspettative dei vostri clienti e partner, e superare i vostri concorrenti.
In un settore così esposto come quello agroindustriale, prepararsi ora vi permetterà di rimanere competitivi e di contribuire a pratiche ambientali più rispettose delle risorse e degli ecosistemi. Fate di questa direttiva un catalizzatore di progressi per i vostri team, i vostri partner e il vostro impatto globale.
Con il giusto supporto e strumenti innovativi come quelli offerti da MyEasyFarm, la vostra azienda può trasformare questa sfida in un vero e proprio successo strategico.
La questione non è più se agire o meno, ma come sfruttarla al meglio oggi.
Siete pronti a raccogliere la sfida? Andiamo avanti!
Agite oggi stesso con MyEasyFarm!
📩 Contattateci subito affinché i nostri team vi mostrino come MyEasyFarm può aiutarvi a rispettare la direttiva CSRD.
Non lasciate che i regolamenti abbiano la meglio su di voi. Fate della CSRD una leva per una trasformazione sostenibile e performante con MyEasyFarm. 🚀





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